LA POSA IN OPERA

Un sistema pratico, rapido e maneggevole

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La posa in opera delle murature isolate

La prima operazione riguarda il tracciamento dei muri: partendo dagli angoli e procedendo verso il centro delle pareti si posizionano i pannelli (interni ed esterni) inserendovi i distanziatori.

Per ottenere la misura voluta non si deve fare altro che tagliare un pannello intermedio con una sega (elettrica o a mano). Questa operazione risulta semplicissima in quanto i pannelli sono tutti uguali, sia per l’interno e l’esterno, sia per l’angolo e la parete continua.

Una volta arrivati alla quota di progetto si inseriscono i ferri verticali negli appositi alloggiamenti.

Dopo un’attenta verifica del direttore dei lavori si può procedere al getto del calcestruzzo. Questo dovrà essere del tipo previsto dal progettista, fluidità S4, e andrà gettato con la sola accortezza di disporlo a corsi orizzontali di circa un metro di altezza su tutto il perimetro delle pareti. Una volta completato il primo passaggio si procede direttamente con il successivo ripartendo da dove si era iniziato. L’intera procedura è velocissima.

Posa muro dettagliata
Posa muro schematica
Posa sistemi di allineamento

La posa in opera del solaio monodirezionale

Gli edifici costruiti con il nostro sistema ED2 possono adottare qualsiasi tipo di solaio: da quello in legno a quello in latero-cemento, da quello in ferro e laterizio all’intera struttura in ferro.

Il nostro solaio garantisce alte prestazioni, estrema leggerezza, modularità totale e ottimizzazione dei costi.

  1. Creare un banco in piano di una lunghezza complessiva superiore di circa 50 cm rispetto alla luce massima del solaio.
  2. Posizionare le prime due pignatte incastrandole tra loro.
  3. Prendere i due profili a C e inserirli negli appositi alloggi. Gli elementi metallici devono fuoriuscire dalla prima pignatta di circa 10 cm.
  4. Proseguire l’inserimento delle altre pignatte fino al raggiungimento della lunghezza voluta.
  5. Ogni cinque pignatte è opportuno dare un punto di schiuma poliuretanica tra l’alloggio ed il profilo metallico. Ricordarsi di far fuoriuscire il profilo anche dall’ultima pignatta di circa 10 cm.
  6. Una volta creato lo spiedino, innalzare l’elemento e posizionarlo in opera maneggiandolo per mezzo dei profili metallici che fuoriescono. Inserito il primo, ripetere le operazioni con i successivi, fino al raggiungimento della larghezza di progetto.
  7. Ricordarsi di inserire delle barrette di acciaio – del diametro di 8 mm per una lunghezza di 15-18 cm – negli alloggi previsti lateralmente alle pignatte, nella misura di uno ogni metro lineare, allo scopo di creare il distanziatore per i ferri longitudinali che andranno posizionati dopo aver montato il cassero in polistirene.
  8. Posizionare i ferri longitudinali come da progetto, avendo cura di posarli delicatamente sui distanziatori metallici.
  9. Iniziare il getto del calcestruzzo facendo sì che vada a depositarsi sulla superficie della pignatta e cada nell’alloggio del travetto. Evitare il getto diretto nella gola del travetto per scongiurare possibili rotture del polistirene sottostante.
Posa solaio dettagliata
Posa solaio schematica

La posa in opera delle tramezze interne

Le pareti divisorie interne all’unità immobiliare devono garantire la migliore coibentazione e la migliore resistenza ai sismi. La parete divisoria deve essere leggera e perfettamente ancorata alla struttura. La posa in opera è semplice e rapidissima.

Posa divisorio
Posa divisorio

La posa in opera degli impianti

Per la posa degli impianti è sufficiente dotarsi di un seghetto alternativo, tagliare lungo le linee tracciate e asportare la piccola striscia di polistirolo. L’inserimento dei tubi – corrugati per l’impianto elettrico o coibentati per l’impianto termico – sarà estremamente agevole. Un’adeguata applicazione di schiuma poliuretanica ad espansione permetterà il ripristino della coibentazione.

Lo spessore di 8 cm del pannello interno risulta determinante perché è l’unico spessore che garantisce un adeguata copertura del materiale coibente e una messa al sicuro delle tubazioni dalla possibilità di perforazioni accidentali. Nello spessore del pannello trovano sistemazione le cassette elettriche (anche quelle di derivazione), quelle di alloggiamento dei collettori degli impianti idrosanitari e quelle di cacciata dell’acqua tipo Geberit o simili. Gli impianti termici ed elettrici trovano spazio nello strato di coibente, di conseguenza la realizzazione delle opere murarie ha tempi rapidissimi, senza attrezzature particolari e con pochissimo materiale di scarto.

Posa in opera impianti

La posa in opera delle finiture esterne

È possibile utilizzare qualsiasi tipo di intonaco premiscelato, da applicare con macchina intonacatrice o a mano. Noi ne proponiamo uno fibro-rinforzato appositamente studiato dai nostri laboratori. L’alternativa più frequente è rappresentata dalla rasatura che normalmente si applica sui cappotti termici: stucco a rasare, applicazione di rete in poliestere, seconda passata di rasante e finitura colorata.
Possono essere anche usati rivestimenti applicati direttamente con collanti a base cementizia, mattoni a vista o pietre da rivestimento, senza alcuna limitazione.

Finiture esterne

La posa in opera delle finiture interne

Anche per le finiture interne è possibile utilizzare qualsiasi tipo di intonaco premiscelato, da applicare con macchina intonacatrice o a mano. Noi consigliamo il tipo fibro-rinforzato. Non c’è alcun problema legato all’ancoraggio: le rigature a rilievo dei pannelli assolvono allo scopo, a condizione di dosare l’impasto riducendo la quantità di acqua, visto che il supporto non è in grado di riceverne.

In alcuni casi, usando intonaci di non elevata qualità, può essere conveniente applicare una mano di resina acrilica, data a pennello o a rullo prima della spruzzatura dell’intonaco.

Alcuni preferiscono posare una mano di rasante (del tipo di quelli utilizzati per il cappotto) a mo’ di ponte ancorante, poi stendono l’intonaco a macchina.

L’alternativa più usata è l’applicazione di lastre di cartongesso, direttamente ancorate ai distanziatori mediante normali viti auto-foranti.
La cadenza ritmica dei supporti plastici (che altro non sono che i distanziatori visti nelle fasi di montaggio) è proprio quella presente nelle lastre di cartongesso.
Questo significa che non vanno applicate strutture metalliche, a tutto vantaggio della praticità.

Per inoltrare la richiesta è necessario prestare il consenso secondo l'informativa resa ai sensi del D. Lgs. 196/2003 e del Regolamento UE 679/2016.

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